“Oltre la porta socchiusa”, la memoria che ricostruisce nel libro di Lucia Guida

Tra le pieghe di una vita che sembra andare fuori controllo, uno spiraglio lascia intravedere un possibile cambiamento, una nuova prospettiva.
Si intitola Oltre la porta socchiusa l’ultimo libro di Lucia Guida, uscito per Arkadia. Si tratta della terza opera di una trilogia intitolata Prospettive urbane, che esplora diverse sfaccettature della vita quotidiana attraverso la narrazione di personaggi e contesti fortemente radicati nella realtà. Dopo Romanzo Popolare (Amarganta, 2016), che raccontava le vicende di due famiglie del quartiere di San Donato a Pescara tra il 1965 e il 1975, e Come gigli di mare tra la sabbia (Alcheringa, 2021), che intrecciava storie di donne in un condominio liberty di semiperiferia legate dalla ricerca di un equilibrio esistenziale, con Oltre la porta socchiusa la scrittrice restringe ulteriormente il campo narrativo. Il lettore è condotto per mano attraverso la visuale intima e soggettiva di Alice Bellucci, protagonista e voce narrante del romanzo.
Alice, una quarantenne impiegata e single, vede la sua vita stravolta da un grave incidente automobilistico che le provoca una perdita parziale della memoria. Come se non bastasse, viene licenziata, trovandosi così costretta a ripensare radicalmente alla propria esistenza. In questo percorso di ricostruzione interiore e pratica, può contare sul sostegno della sorella, del cognato e del nipote, che diventano per lei punti di riferimento fondamentali. A complicare ulteriormente il suo cammino, l’incontro con due uomini: Carlo, enigmatico e sfuggente, con cui intrattiene un’amicizia platonica destinata a esaurirsi, e Paride, coinvolto in una relazione sentimentale disfunzionale con una donna impegnata. Tra Alice e Paride nasce un’intesa, ma le ambiguità che avvolgono la loro relazione la portano inevitabilmente a un epilogo difficile. Ancora una volta, Alice si ritrova sola, costretta a fronteggiare l’ennesima ricerca di stabilità, sia economica che affettiva.
Lucia Guida conferma, con questa nuova opera, la sua abilità nel dipingere ritratti di donne complesse e autentiche, immerse in un contesto sociale ed emotivo ben delineato. L’uso della narrazione in prima persona permette al lettore di immergersi nelle riflessioni e nei turbamenti di Alice, rendendo palpabile il suo smarrimento e il suo tentativo di ridefinire la propria identità dopo il trauma. L’autrice adotta uno stile fluido e introspettivo, che evita facili sentimentalismi e punta invece a una rappresentazione verosimile delle difficoltà e delle contraddizioni della vita adulta.
Uno degli aspetti più interessanti del romanzo è la riflessione sulla memoria e sulla costruzione del sé. La perdita parziale dei ricordi di Alice non è solo un evento traumatico, ma anche una metafora della necessità di ricostruirsi, di ridefinire le proprie priorità e il proprio posto nel mondo. La memoria, dunque, diventa un elemento cardine della narrazione, un processo identitario.

In questo contesto, i personaggi secondari incarnano diversi modi di affrontare la vita e i suoi ostacoli. Se da un lato la famiglia di Alice rappresenta un’ancora di sicurezza, dall’altro i due uomini con cui interagisce simboleggiano percorsi di crescita incompleti, occasioni che non riescono a trasformarsi in certezze.
Oltre la porta socchiusa è un romanzo che parla del bisogno di trovare un nuovo equilibrio in un mondo che spesso si dimostra ostile e imprevedibile. Lucia Guida riesce a tratteggiare una protagonista forte nella sua vulnerabilità, senza cedere a soluzioni narrative scontate o consolatorie. La sua scrittura, precisa e calibrata, si fa portavoce di una visione del quotidiano sfaccettata e profonda, confermando ancora una volta il suo talento nel raccontare storie di vita vissuta con sensibilità e autenticità.
BIO. Lucia Guida, pugliese d’origine, vive a Pescara dove lavora come docente di lingua inglese. Nel corso della sua carriera ha pubblicato diverse opere tra narrativa e poesia, tra cui Succo di melagrana. Storie e racconti di vita quotidiana al femminile (Nulla Die, 2012), il romanzo La casa dal pergolato di glicine (Nulla Die, 2013) e la silloge poetica Interlinee (Amarganta, 2018). Con Oltre la porta socchiusa, chiude la trilogia Prospettive urbane, lasciando ai lettori una riflessione profonda sulla ricerca della felicità e sulla capacità di reinventarsi nonostante le avversità.