“Da Botticelli a Mucha”: una mostra a Torino celebra la bellezza e la femminilità nell’arte

Dal 17 aprile al 27 luglio le Sale Chiablese dei Musei Reali di Torino ospiteranno la mostra Da Botticelli a Mucha. Bellezza, Natura, Seduzione. Un viaggio attraverso la rappresentazione del mito, della natura e del femminile, con oltre 100 opere provenienti da prestigiose collezioni nazionali.
La bellezza dall’Antica Roma al Novecento
Dall’Antica Roma alla società attuale quali cambiamenti ha subito l’immagine della bellezza? In quali modi gli artisti hanno espresso tale sublime concetto attraverso i secoli? La mostra Da Botticelli a Mucha. Bellezza, Natura, Seduzione, in programma dal 17 aprile al 27 luglio nelle Sale Chiablese dei Musei Reali di Torino, risponderà a questi interessanti interrogativi.
Oltre cento opere provenienti da importanti collezioni italiane, condurranno i visitatori in una sorta di viaggio nel tempo che esplorerà la scultura classica, la pittura rinascimentale, quella barocca, fino all’arte del Novecento. Lavori preziosi di epoche differenti dialogheranno tra loro, affidandosi alle tematiche del mito, del femminile, del fascino dell’antico e del mondo naturale.
Sandro Botticelli, Antonio Canova, Alphonse Mucha sono alcuni dei nomi noti che illumineranno l’esposizione e tra questi un’ospite d’onore: Leonardo da Vinci con il suo raro Volto di Fanciulla, disegno autografo realizzato probabilmente come studio per l’angelo della Vergine delle Rocce, esposto in tutto il suo splendore al centro del nuovo Spazio Leonardo dei Musei Reali, dentro uno scrigno specchiante.

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Un viaggio attraverso epoche e stili differenti
Il percorso espositivo si sviluppa attraverso undici sezioni tematiche nelle quali spiccano reperti, bassorilievi, oggetti, dipinti e sculture provenienti dalle più prestigiose istituzioni italiane. Celebri poli museali come i Musei Reali di Torino, le Gallerie degli Uffizi di Firenze, Castel Sant’Angelo a Roma, l’Istituto Salce di Treviso, solo per citarne alcuni, hanno lavorato in sinergia per creare un itinerario suggestivo che potesse condurre i visitatori a conoscere le diverse interpretazioni della bellezza, dall’età classica fino agli accattivanti manifesti dell’Art Nouveau.
La prima sezione si apre con la figura di Venere, simbolo di amore e armonica bellezza; nello specifico entrano in dialogo due capolavori: la Venere di Sandro Botticelli della Galleria Sabauda, e la Venere di Lorenzo di Credi, in prestito dalle Gallerie degli Uffizi. Il tema mitologico prosegue poi con Elena di Troia, raffigurata in dipinti, arazzi e sculture che la elevano a principale emblema di femminilità nella cultura occidentale.
Sotto esame anche le Tre Grazie, figlie di Zeus, universale simbolo di eleganza e leggiadria, qui omaggiate attraverso tre preziosi disegni di Antonio Canova provenienti dalla Biblioteca Reale di Torino.

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La natura come fonte di ispirazione
Le due sezioni successive indagano il fascino dell’antico e l’armonia del Rinascimento, esponendo sculture classiche, disegni con grottesche e alcuni raffinati disegni dal taccuino di Girolamo da Carpi. L’iter espositivo prosegue con un’immersione nella natura quale bucolica fonte di ispirazione artistica; altre due sezioni infatti custodiscono album di fiori, pesci e uccelli della Biblioteca Reale che all’inizio del Seicento facevano parte della “camera delle meraviglie” del duca Carlo Emanuele I di Savoia. Accanto a tali preziosi quaderni si trova una serie di dipinti rinascimentali, caratterizzata da paesaggi incantevoli che fanno da sfondo a figure sacre e allegoriche.
L’attenzione si sposta quindi su altre due sale nelle quali si approfondisce la figura della donna, attraverso dipinti che interpretano la bellezza come virtù. Tra questi spiccano la Dama con l’unicorno di Luca Longhi – proveniente da Castel Sant’Angelo – le Muse di Antiveduto Gramatica e un prezioso rame di Giovanni Battista Naldini.
Una menzione a parte merita la suggestiva serie di Sibille realizzate dalla pittrice Orsola Maddalena Caccia, virtuosa e rivoluzionaria artista del Seicento, degna esponente femminile di soggetti mitologici o comunque non necessariamente religiosi.

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L’indagine sulla donna attraverso i secoli
In una sala successiva ci si imbatte nei ritratti di regine e principesse della corte sabauda, dame e personalità storiche di enorme rilievo. Tra le tante emergono la Contessa di Castiglione, nota per il grande carisma nonché per l’insolito ruolo di agente segreto, e la regina Margherita di Savoia, omaggiata in maniera assai fedele nei ritratti di Michele Gordigiani.
L’ultima sezione del percorso si concentra sulle interpretazioni della bellezza femminile tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Le opere di Giovanni Grosso, Carlo Stratta e lo scultore Leonardo Bistolfi, regalano a chi osserva il gusto estetico di un’epoca nella quale eleganza e simbolismo si fondono. L’allestimento si conclude con le sensuali opere di Alphonse Mucha, illustre esponente dell’Art Nouveau, e con A Babilonia (Semiramide) dipinto di Cesare Saccaggi, da poco inserito nelle collezioni dei Musei Reali.
Ma le sorprese non terminano qui. Il percorso espositivo include la presentazione in anteprima delle indagini diagnostiche condotte sulla Venere di Botticelli della Collezione Gualino; un’occasione unica per scoprire dettagli inediti sulla tecnica dell’artista fiorentino e sui suoi ripensamenti in fase di realizzazione.
La mostra Da Botticelli a Mucha. Bellezza, Natura, Seduzione, a cura di Annamaria Bava, è prodotta dai Musei Reali di Torino e da Arthemisia. Per informazioni su orari e prenotazioni è possibile collegarsi ai siti web www.museireali.beniculturali.it e www.arthemisia.it .

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Immagine di copertina: Wikipedia Immagini articolo: Mic-Musei Reali